Un laboratorio di arte, cultura e tradizione in cui amministratori, operatori, cittadini collaborano e operano in sinergia per fare rivivere anche quest’anno l’identità più vera di Comiso, quella di Artiemestieri. L’allestimento di Artiemestieri trasforma Comiso in una città laboratorio, città cantiere, aperta alla rilettura del territorio e degli elementi della tradizione da rivitalizzare per creare nuove potenzialità occupazionali.

Recuperare le antiche arti della pietra,dello sfilato, della carta. Artiemestieri non è una fiera dell’Artigianato e delle Arti. E’ un modo di essere della città, un’occasione speciale che rende il centro storico lo spazio sociale di incontri fra gli operatori della cultura, del turismo, dell’artigianato, dell’industria. Come in ogni giorno dell’anno, la città si apre all’esterno, al visitatore, al turista, all’operatore commerciale che vuole confrontarsi con questa realtà. Le strade sono animate. E "Artiemestieri" è il grande momento del confronto, sull’agire, sul "FARE" di un anno di lavoro.

Lo Staff del Centro Internazionale di Etnostoria si muove negli ambienti per l’allestimento delle esposizioni. Nell’Oratorio dei Padri Filippini, riaperto alla fruizione del pubblico si trovano i tanti reperti delle mostre: le figurazioni pittoriche di G. Paolo Castiglione, un’opera dipinta del maestro Gianpistone , il più prezioso dei volumi sull’arte del ricamo proveniente dalla Biblioteca Casanetense di Roma, l’Evangelario dell’arcivescovo della città di Palermo e i reperti del Museo Etnostorico dei Nebrodi.